Il Castello di Tassarolo

La famiglia Spinola è proprietaria del Castello di Tassarolo dal 1300. Il castello fu costruito intorno ad una torre del XI secolo e fu in seguito ampliato e rinnovato soprattutto durante il Rinascimento. L’edificio sottostante il colonnato è la zecca dove gli Spinola hanno battuto moneta fino al XVII secolo.

In una relazione comissionata dall’imperatore Ferdinando III nel 1656 sui propri feudi imperiali, il Castello di Tassarolo è citato come appartenente al conte Filippo Spinola:

È un castello bello e robusto, 5 miglia da Seravalle. Ha circa 80 famiglie, ma non subordinati. C’è un vino buono, qualsiasi tipo di pane, una buona qualità di fieno, carne, qualsiasi tipo di formaggio…
(dagli archivi di Stato di Vienna).

Il RISPETTO

 

Il Rispetto della vita in qualunque sua forma è l’essenza che sta alla base della filosofia dell’azienda: rispetto quindi della natura come terra, come ambiente abitato dagli esseri umani, dalle piante, dagli alberi, dagli animali e dagli insetti e nondimeno rispetto dell’uomo in quanto consumatore di vino e delle persone che lavorano in azienda e che collaborano con noi.

 

Il rispetto può esistere solo se si è “ascoltato”, e dall’ascolto della natura nasce l’agricoltura biodinamica che arricchisce la terra, ricreando rapporti, ricreando la vita.

LA NATURA


Il segreto è capire la natura, capire le sue forze misteriose e servirsene: fare quindi agricoltura secondo le leggi della natura. 

La biodinamica infatti distrugge i fondamenti dell’agricoltura industriale che rende il suolo sordo, arido, morto. L’agricoltura di oggi, purtroppo, rappresenta la spiritualità della nostra società. 

Il vino da agricoltura biodinamica che è il risultato di questa rispettosa collaborazione tra l’uomo e la terra, come tutti i frutti dell’agricoltura biodinamica, porta salute. Questo è molto importante per l’azienda: portare il benessere di una terra coltivata con amore e religioso rispetto al consumatore.

LA BIODINAMICA

Inoltre come la biodinamica rigenera la vita della terra ricreando rapporti, tra cui fondamentale, quello della terra con il cielo, così la filosofia Staineriana, da cui nasce la biodinamica, cerca di ricreare rapporti tra gli esseri umani più belli e più giusti. 

Nell’azienda così si cerca di creare legami e collaborazioni più stimolanti e umane con i lavoratori e di estenderle nel mondo ai nostri clienti… perché si spera che un sistema di valori più giusto sia “contagioso” e si diffonda nel mondo come le onde di una pietra buttata nell’acqua.

IL VERO CAMBIAMENTO


Appena tornata da Londra, dove ho vissuto per molti anni, ho cominciato a stringere rapporti con Slow Food con cui condividiamo molti principi. 

Un loro collaboratore, agronomo ed studioso di biodinamica venne in azienda una sera d’estate e con una vanga in mano fece un giro nella nostra terra, nelle nostre vigne. 

Tornò indietro qualche ora più tardi e mi disse: “Qua intorno c’è solo morte, questa terra sta andando verso la desertificazione, questo è il risultato di tanti anni di agricoltura convenzionale”.

Dopo due giorni di profonda tristezza, perché per me la vita è sacra, ho deciso di convertire tutta l’azienda in biodinamica.