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Malvasia Moscata 100% dalla Collina di Santa Brigida, a 580 Metri di Fronte al Monviso – Vignaioli Indipendenti
Gelsomino, biancospino e pesca bianca in un calice giallo paglierino: il bianco aromatico di montagna che si beve a 8 gradi, con un sorriso.

C’è un momento, sulla collina di Santa Brigida, in cui il sole del tardo pomeriggio scalda i filari esposti a sud-ovest mentre dalle Alpi scende già l’aria fredda della sera. In quello sbalzo di temperatura, che a 580 metri di altitudine è forte e quotidiano, nasce il carattere del Brigit Bianc: un Pinerolese DOC Malvasia prodotto da Alex e Andrea Dellerba con sola Malvasia Moscata, l’uva aromatica piemontese che su questi terreni sabbiosi e minerali conserva intatti i suoi profumi. Il nome significa semplicemente “Brigida bianca”, il volto chiaro della collina da cui i fratelli hanno fatto rinascere l’azienda di famiglia. Le uve si raccolgono a mano nei primi giorni di settembre, si diraspano e si pigiano con delicatezza, e fermentano a bassa temperatura, 15 °C, in acciaio, dove il vino resta fino all’imbottigliamento: nessun legno, nessuna forzatura, solo l’aroma dell’uva portato nel bicchiere. È un bianco giovane e di pronta beva, morbido e freschissimo insieme, da aprire entro due anni dalla vendemmia e da servire molto freddo, per l’aperitivo e la tavola leggera. Dietro la bottiglia c’è il marchio dei Vignaioli Indipendenti: uva propria, vinificata e imbottigliata in azienda.
Poche uve hanno un nome con una storia così lunga. “Malvasia” viene da Monemvasia, la fortezza-porto del Peloponneso da cui, nel Medioevo, i mercanti veneziani imbarcavano i vini dolci e profumati dell’Egeo destinati alle corti d’Europa: a Venezia le osterie che li vendevano si chiamavano, semplicemente, “malvasie”, e la parola finì per indicare un’intera famiglia di vitigni aromatici diffusi in tutto il Mediterraneo. In Piemonte la Malvasia ha preso strade sue: accanto alle Malvasie nere del Monferrato, famose per i rossi dolci di Casorzo e Castelnuovo Don Bosco, è sopravvissuta una rara Malvasia Moscata a bacca bianca, intensamente profumata, coltivata in piccole quantità tra il Pinerolese e il Saluzzese. Qui, ai piedi delle valli che furono dei Valdesi e dei principi d’Acaja, la viticoltura di montagna è antica quanto Pinerolo stessa, e dal 1996 è tutelata dalla denominazione Pinerolese DOC, una delle più piccole del Piemonte e tra le più ricche di vitigni autoctoni. Il Brigit Bianc è il modo in cui due giovani vignaioli raccontano oggi questa storia millenaria: in un bicchiere freddo, profumato di fiori.
La freschezza di questo vino non è solo nel calice. L’azienda Dellerba coltiva le sue vigne con metodo biologico, certificato dall’ente CCPB, e con una filosofia che privilegia la vita del suolo: il letame delle vacche piemontesi allevate in azienda è l’unica concimazione, le lavorazioni invasive del terreno sono evitate perché il suolo possa respirare e trattenere l’acqua, e l’energia della cantina arriva dai pannelli solari. La fermentazione a bassa temperatura e l’affinamento in acciaio non sono solo scelte di stile: preservano i composti aromatici naturali dell’uva, i terpeni che danno alla Malvasia Moscata i suoi profumi di fiori e di frutta, senza bisogno di correzioni. Il marchio dei Vignaioli Indipendenti certifica che chi ha coltivato l’uva è la stessa persona che l’ha vinificata e firmata: una filiera che non esce dalla collina. Un vino così si beve con la leggerezza che merita, nella misura di un calice, fresco, in buona compagnia.
Esame visivo. Nel calice il Brigit Bianc si presenta di un giallo paglierino luminoso, con riflessi verdolini che tradiscono la gioventù del vino e la fermentazione in acciaio; è limpido e brillante, di consistenza media, con lacrime leggere e rapide: un bianco che annuncia freschezza prima ancora di essere annusato.
Esame olfattivo. Il naso è il cuore di questa Malvasia. Si apre su un bouquet di fiori bianchi, gelsomino e biancospino in primo piano, con la nota dolce e mielata dell’acacia; subito dopo arriva la frutta, pesca bianca e albicocca matura, e in fondo leggere sfumature di miele e vaniglia, che non vengono dal legno ma dall’uva stessa e arricchiscono la complessità del profumo. È un naso aromatico, immediato e pulito, che migliora ancora con qualche minuto nel bicchiere.
Esame gustativo. Al palato il vino è morbido e avvolgente, con una dolcezza equilibrata che accarezza l’ingresso e una spiccata acidità, figlia dell’altitudine e degli sbalzi termici, che rinfresca subito la bocca e la ripulisce. Il sorso è armonioso e piacevole, di corpo leggero-medio, con un finale fruttato e sapido in cui ritornano la pesca e i fiori e si avverte la mineralità del terreno sabbioso. Un bianco che invita al secondo bicchiere senza mai stancare.
Il Brigit Bianc è nato per l’aperitivo: freddo a 8 °C, accompagna stuzzichini, formaggi freschi e verdure crude con la sua aromaticità che non copre e la sua acidità che pulisce. A tavola predilige gli antipasti delicati, il pesce in tutte le preparazioni leggere, dalle alici marinate al tonno, fino ai crudi e alle insalate di mare, e le carni bianche, pollo e coniglio in primis, soprattutto se cucinate con frutta o erbe aromatiche. La sua nota dolce lo rende sorprendente anche con la cucina speziata e con i formaggi caprini freschi, e un calice a fine pasto, con una crostata di frutta, chiude bene una cena d’estate. Da servire sempre ben freddo, in calici a tulipano che concentrino il profumo.
Dellerba è l’azienda dei fratelli Alex e Andrea sulla collina di Santa Brigida, a Pinerolo, che dal 2012 hanno ripreso in mano i terreni di famiglia: 5,4 ettari di vigne tra Freisa, Favorita, Malvasia e i vitigni rari del Pinerolese, coltivate in biologico certificato, insieme a frutteti, pascoli di vacche piemontesi e un agriturismo con fattoria didattica. Vignaioli indipendenti con una cantina costruita nella roccia, da cui sgorga l’acqua sorgiva che tiene al fresco i vini.
Uve Malvasia Moscata. Contiene SOLFITI.
Vino di pronta beva: conservare le bottiglie coricate, al fresco e al buio, lontano da fonti di calore, e consumare entro due anni dalla vendemmia per godere al meglio dei suoi profumi. Mettere in frigorifero almeno due ore prima del servizio e versare a 8 °C. Dopo l’apertura richiudere e conservare in frigorifero, consumando entro due o tre giorni. Smaltimento: bottiglia nella raccolta del vetro, tappo nell’organico se in sughero o secondo le indicazioni del proprio comune, capsula nei metalli o nel materiale indicato in etichetta.
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