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Dellerba, Pinerolo(TO) PIEMONTE

Lorenzo con Alex e Andrea Dellerba
Lorenzo con Alex e Andrea Dellerba

 
 

DELLERBA

Collina di Santa Brigida, Pinerolo (TO) – Vignaioli Indipendenti, Agricoltori, Fratelli

A 570 metri di altitudine, con il Monviso davanti e le Alpi tutt’intorno, due fratelli hanno deciso che la terra di famiglia meritava una seconda vita. Questa è la loro storia.

 
 
 

La collina che guarda il Monviso

Ci sono luoghi che sembrano fatti per essere guardati e luoghi che sembrano fatti per essere coltivati. La collina di Santa Brigida, alle spalle di Pinerolo, è entrambe le cose. Da qui, a 570 metri di altitudine media, lo sguardo corre senza ostacoli fino alla piramide del Monviso, e tutto intorno la catena delle Alpi chiude l’orizzonte come un anfiteatro. È un posto di confine: la pianura torinese finisce qui e cominciano le valli, con il loro clima di montagna che scende la sera e si ritira la mattina. Per la vite questo significa escursioni termiche forti, aria pulita, maturazioni lente; per chi ci vive significa inverni veri e primavere che si fanno attendere. Su questo versante, dove la famiglia Dellerba lavora la terra da generazioni, crescono vigneti, frutteti e prati, e pascolano le vacche di razza piemontese. Il nome che i fratelli hanno dato ai loro vini, Brigit, è il nome della collina detto in piemontese, come lo pronunciano quelli che ci sono nati.
 
 
Lorenzo con Alex e Andrea Dellerba
 
 

 Due fratelli e una decisione

La storia moderna di Dellerba comincia nel 2012, quando Alex e Andrea, giovanissimi, fanno la scelta che molti della loro età non farebbero: riprendere in mano i terreni di famiglia e dedicare la propria vita alla collina. Non un hobby, non un ritorno romantico alla campagna, ma un progetto d’impresa agricola costruito con le mani e con la testa. Quattro anni dopo, nel 2016, arriva il salto: la famiglia decide di rivalorizzare l’intera azienda con un piano ambizioso, che affianca alla vigna la frutta, gli animali e l’accoglienza. “Dopo molto lavoro e molte difficoltà”, raccontano loro stessi, il progetto prende forma: oggi l’azienda agricola Dai Dellerba si estende su diciassette ettari, con mirtilli, pesche, mele e uva, un allevamento di centoventi animali e un agriturismo con cucina. Alle spalle di tutto, una convinzione semplice, che i fratelli ripetono come un motto: la mano dell’agricoltore è l’unica presenza capace di prendersi cura del territorio. Dove non c’è chi coltiva, la collina si abbandona.
 
 
Dellerba cantina
 
 

In vigna: la Freisa, la Favorita e i vitigni del Pinerolese

Cinque ettari e mezzo di vigneto raccontano l’identità del luogo meglio di qualsiasi etichetta. Il cuore è la Freisa, vitigno piemontese antico e di carattere, che gli studi genetici hanno rivelato essere strettamente imparentato con il Nebbiolo: profumi di lampone e rosa, tannino vivace, grande freschezza. Accanto a lei la Favorita, l’uva bianca che in Piemonte porta questo nome e che altrove si chiama Vermentino, e poi Barbera, Nebbiolo, Malvasia e due rarità che quasi solo il Pinerolese conserva: il Doux d’Henry, uva dal nome francese che la leggenda lega al re Enrico IV, e il Galvan. Sono i vitigni della tradizione del Pinerolese DOC, una delle denominazioni più piccole e più autentiche del Piemonte, che i Dellerba hanno scelto di custodire invece di inseguire le mode. La coltivazione segue regole precise: il letame delle vacche piemontesi dell’azienda torna in vigna come unica concimazione, le lavorazioni invasive del terreno sono evitate perché il suolo possa respirare e l’acqua infiltrarsi fino alle falde, e l’energia necessaria arriva dai pannelli solari installati in azienda. In vigna, dicono i fratelli, si fa gran parte del lavoro: quando l’uva arriva in cantina, le fatiche di un’annata sono già quasi tutte spese.
 
 

 
 

La cantina che trasuda acqua

La cantina di Dellerba ha un segreto che nessun impianto potrebbe replicare. È costruita su una roccia, che la famiglia descrive come pietra lavica, dalla quale sgorgano vene d’acqua sorgiva: le pareti trasudano, l’aria resta fresca e l’umidità si mantiene da sola al livello perfetto per l’affinamento dei vini. È la natura a fare da climatizzatore, come nelle cantine scavate nella roccia di una volta. Dentro, la filosofia è la stessa della vigna: pulizia, rispetto, nessuna forzatura. I vini nascono in acciaio inossidabile, per conservare intatti i profumi dell’uva, e solo alcuni fanno brevi passaggi in botte di rovere, quanto basta per esaltare la struttura dei vitigni autoctoni senza coprirla. Da qui escono il Brigit Neir, il Brigit Bianc e il Brigit Rosé, i tre volti della collina, e poi la Bifa, la Bifa d’Bòsch e il Remu: nomi in piemontese, come si addice a vignaioli che hanno scelto di restare indipendenti e di firmare ogni bottiglia con la propria uva, vinificata in azienda, dalla pianta al tappo.
 
 
Dellerba animali
 
 

Una fattoria intera, non solo una cantina

Chi arriva a Santa Brigida cercando una cantina trova una fattoria. Sui diciassette ettari dell’azienda, accanto alle vigne, crescono i mirtilli, i peschi e i meli da cui i Dellerba ricavano succhi e derivati a filiera corta, e pascolano centoventi animali: le vacche di razza piemontese selezionata, capre, pecore, suini e polli, allevati secondo la tradizione del Piemonte e con un occhio di riguardo al loro benessere. È un’azienda che si tiene in equilibrio da sola: gli animali concimano i campi, i campi nutrono gli animali, la frutta e il vino portano il raccolto fuori dalla collina. E poi c’è la tavola. Nell’agriturismo Dai Dellerba la cucina è piemontese e gli ingredienti hanno un nome e un volto: i tajarin al burro e salvia, gli agnolotti del plin, il brasato e il coniglio alla cacciatora, la polenta concia, e per finire la torta di nocciole, il bunet e la panna cotta con i frutti di bosco dell’azienda. Dalla terrazza, mentre si mangia, lo sguardo si perde tra le vigne e le montagne, e il vino nel bicchiere è lo stesso che riposa nella roccia pochi metri più sotto.
 
 
Dellerba
 
 

La casa dei nonni, aperta a tutti

C’è una frase, nel racconto dei Dellerba, che spiega tutto il resto: la fattoria didattica nasce “dalla voglia di trasmettere ai bambini ciò che noi abbiamo vissuto nella casa dei nonni o degli zii”. La campagna, per Alex e Andrea, è prima di tutto un ricordo d’infanzia da restituire. Per questo la collina si apre a chi vuole viverla: si partecipa alla vendemmia, si impara a fare il pane, si passeggia tra i vigneti e i ciliegi, e i bambini giocano con gli animali, scoprono da dove viene il latte e come si raccoglie un’uva, e finiscono la giornata con una merenda fatta con i prodotti dell’azienda. Non è intrattenimento: è il modo che i fratelli hanno trovato per mantenere vive le tradizioni, mostrando che un’azienda agricola è un luogo dove il tempo rallenta e ogni gesto ha un senso. Pinerolo è a pochi minuti e ben collegata con i mezzi pubblici, e la collina di Santa Brigida è a portata di una gita da Torino.
 
 
Dellerba cantina
 
 

Il futuro: terreni incolti che tornano a vivere

I Dellerba non hanno finito. “Per il futuro abbiamo grandi progetti”, dicono, e il progetto più grande è il più semplice: rimettere a frutto i terreni incolti della collina, uno dopo l’altro, e scrivere un nuovo capitolo della viticoltura pinerolese, che per decenni ha visto le vigne arretrare davanti al bosco. Ogni filare recuperato è un pezzo di paesaggio che non frana, un prato che trattiene l’acqua, un posto di lavoro che resta in montagna. È per questo che Dellerba è su Al Passo Food: perché la nostra missione è sostenere i giovani che scelgono di aprire e far crescere aziende agricole lodevoli, aiutandoli a vendere e a raccontare i loro prodotti mentre loro restano in campo a fare ciò che sanno fare meglio. Alex e Andrea sono esattamente le persone per cui abbiamo iniziato. Portare i loro vini e i loro frutti a Roma significa portare in tavola un pezzo di collina salvata, e dare una mano a salvarne un altro.
 
 
Dellerba calice
 
 

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