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Legume secco ad alto contenuto proteico (21,2 g per 100 g), coltivato in Italia e selezionato nell’Alta Tuscia
Piccoli, lucidi come l’ossidiana, con una polpa cremosa e un sapore pieno che sa di terra buona e di cucine lontane

I Fagioli Neri Secchi di Cerqueto portano nella dispensa un legume che in Italia si vede ancora poco e che merita di essere scoperto: un fagiolo piccolo, dal tegumento nero e brillante, che in cottura diventa morbido e cremoso, con un sapore pieno, leggermente dolce e terroso, e un’acqua di cottura scura e densa che è un condimento da sola. Coltivati in Italia e lavorati ad Acquapendente, nel cuore dell’Alta Tuscia laziale, passano attraverso gli impianti di selezione e pulitura dell’azienda, che garantiscono un prodotto uniforme, integro e tracciabile.
Con 21,2 g di proteine e appena 0,9 g di grassi per 100 g, sono tra i legumi più nutrienti in assoluto, e la loro versatilità è sorprendente: reggono le lunghe cotture delle zuppe contadine, si sposano con riso, spezie e peperoncino nelle ricette latinoamericane, e si trasformano in polpette e creme dal colore spettacolare. Bastano 12 ore di ammollo e 50-60 minuti di cottura per averli pronti.
Il fagiolo nero è un figlio delle Americhe. Nelle terre dei Maya e degli Aztechi il frijol negro era, insieme al mais e alla zucca, uno dei tre pilastri dell’alimentazione, coltivato nella “milpa” dove le tre piante crescevano intrecciate sostenendosi a vicenda. Ancora oggi, da Cuba al Messico, dal Brasile della feijoada al Venezuela, il fagiolo nero è il cuore di piatti quotidiani e festivi, cotto lentamente con cipolla, aglio e cumino.
In Italia i fagioli del Nuovo Mondo arrivarono con una storia curiosa e ben documentata: nel 1528 l’imperatore Carlo V ne donò un sacchetto a papa Clemente VII, che lo affidò all’umanista bellunese Pierio Valeriano. Questi li seminò nei campi del Bellunese e ne scrisse con entusiasmo, e da lì il “fagiolo di Spagna” si diffuse in tutta la penisola, soppiantando in poche generazioni il vecchio fagiolo dall’occhio dei Romani. La Tuscia, terra di legumi per vocazione, ha accolto nei secoli decine di varietà: che un’azienda di Acquapendente coltivi oggi anche il fagiolo nero è la prosecuzione naturale di quella storia.
Con il loro 21,2% di proteine i fagioli neri sono una fonte proteica vegetale di primo piano, ideale per chi vuole ridurre la carne senza rinunciare a un piatto saziante: abbinati a un cereale, come il riso o il mais, forniscono un profilo di amminoacidi completo. I 63,2 g di carboidrati per 100 g sono quasi interamente complessi, a lento rilascio, con solo 2,1 g di zuccheri, e questo li rende alleati preziosi per il controllo della glicemia e per un senso di sazietà duraturo.
Il tegumento nero deve il suo colore agli antociani, gli stessi pigmenti antiossidanti dei frutti di bosco e dell’uva nera, che nei fagioli neri sono particolarmente concentrati. Come tutti i legumi secchi sono ricchi di fibre, ferro, magnesio, potassio e folati, con pochissimi grassi (0,9 g) e sale praticamente assente (0,02 g). L’ammollo di 12 ore, oltre ad accorciare la cottura, riduce i fattori antinutrizionali e migliora la digeribilità.
Cerqueto, ad Acquapendente, è un’azienda agricola certificata biologica che dal 2001 segue i legumi lungo tutta la filiera: coltiva oltre 100 ettari in proprio, stipula contratti di coltivazione con aziende agricole italiane che conosce una a una e seleziona, pulisce e confeziona ogni lotto nei propri impianti. Un modo di lavorare che mette la tracciabilità e la qualità della materia prima prima di tutto.
Fagioli neri secchi.
Può contenere GLUTINE (GRANO, FARRO, ORZO), SOIA, LUPINI.
Produzione Italia.
Ammollo: 12 ore in abbondante acqua fredda. Cottura: 50-60 minuti in acqua non salata, aggiungendo il sale solo a fine cottura per mantenere la buccia tenera. Conservare la confezione in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce; una volta aperta, trasferire i fagioli in un contenitore ermetico. I fagioli cotti si conservano in frigorifero per 3-4 giorni e si congelano bene nella loro acqua di cottura.
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