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Sangiovese 80% con Ciliegiolo, Foglia Tonda, Merlot, Syrah e Malvasia Nera – Uve di Sola Produzione Aziendale, Raccolte a Mano, 14,5% vol.
Granato profondo, naso di amarena, cuoio e spezie, sorso ampio e lungo: la Riserva che ha aspettato in botte perché voi non dobbiate aspettare nel calice.

Ogni cantina ha un vino che tiene da parte, e a Terre d’Arcoiris è questo. Il Chianti Superiore DOCG Riserva Biologico nasce dai sei ettari di vigneto che Paola Leonardi e Walter Loesch coltivano a Chianciano Terme, nel Senese, con uve di esclusiva produzione aziendale, raccolte a mano grappolo per grappolo. L’assemblaggio è quello della tradizione toscana letta con libertà: Sangiovese all’80%, completato da Ciliegiolo, dalla rara Foglia Tonda, da Merlot, Syrah e Malvasia Nera. La vinificazione è tradizionale e il vino riposa a lungo in legno di rovere prima di andare in bottiglia, senza filtrazione né chiarifica: arriva nel calice con tutta la sua materia, i suoi 14,5 gradi ben integrati e quella complessità che solo il tempo in botte sa dare. Rispetto al Chianti Colli Senesi “Etichetta Gialla” della stessa casa, qui tutto è più profondo: il colore, il naso, la struttura, la persistenza. È il vino delle grandi occasioni di famiglia, da aprire con un’ora di anticipo e da servire con i piatti più importanti della cucina toscana, dal peposo alle pappardelle al ragù. Certificato biologico, come tutto ciò che esce da questa azienda dal 1987.
La parola “riserva” nasce nelle cantine di campagna, molto prima dei disciplinari: era la botte migliore dell’annata, quella che il contadino “riservava” alla famiglia e agli ospiti di riguardo, lasciandola invecchiare mentre il resto del vino andava venduto giovane. Oggi quel gesto è codificato: nel Chianti DOCG la menzione Riserva impone almeno ventiquattro mesi di affinamento, mentre “Superiore”, introdotto con il disciplinare del 1996, segnala rese più basse in vigna e uve selezionate con maggiore rigore. Questa bottiglia porta entrambe le menzioni, e in più racconta la storia dei vitigni minori toscani: il Ciliegiolo, che deve il nome al profumo di ciliegia, la Malvasia Nera, compagna storica del Sangiovese, e soprattutto la Foglia Tonda, un’antica varietà senese quasi estinta nel Novecento, ritrovata e rimessa a dimora da pochi viticoltori appassionati a partire dagli anni Novanta. A Terre d’Arcoiris cresce nella vigna nuova piantata tra il 1999 e il 2001, sulle argille cretose di Chianciano, la stessa terra che gli Etruschi coltivavano nella valle del Clanis, l’odierna Val di Chiana.
Una Riserva è una scommessa sul tempo, e qui la scommessa parte dal suolo. Le vigne di Terre d’Arcoiris non ricevono concimi dal 1993 e vivono dal 1990 in un inerbimento completo e spontaneo, con l’erba che cresce alta, matura e si risemina, trinciata soltanto alla vigilia della vendemmia: un prato permanente che protegge il terreno dall’erosione, nutre la vita microbica e ospita la biodiversità di un’azienda in cui bosco, vigneto, uliveto, frutteto e campi di cereali e legumi formano un unico organismo. La raccolta manuale consente di portare in cantina solo grappoli sani e maturi, e la scelta di non filtrare e non chiarificare preserva integri colore, polifenoli e struttura, lasciando al vino la possibilità di evolvere ancora in bottiglia; un leggero deposito è il segno di questa scelta. Un vino così si beve con rispetto e con misura, a tavola, nelle occasioni che contano.
Esame visivo. Il colore è un rosso rubino intenso che il tempo in legno ha già cominciato a volgere verso il granato, con un’unghia che sfuma sul mattone chiaro: il segno di una Riserva che ha riposato. Il vino è pieno e consistente, con lacrime lente e fitte sul vetro che annunciano i 14,5 gradi, e la trasparenza è moderata, come si conviene a un rosso non filtrato né chiarificato; un velo di deposito sul fondo della bottiglia è naturale.
Esame olfattivo. Il naso è ampio e stratificato. Sopra la frutta del Sangiovese, amarena, prugna matura e una suggestione di mora, si aprono le note terziarie dell’affinamento in rovere: cuoio, tabacco dolce, un tocco di vaniglia e di spezie fini, poi il sottobosco e una sfumatura balsamica. Il Ciliegiolo e la Malvasia Nera portano un ricordo di ciliegia e di viola, la Foglia Tonda una vena speziata e selvatica. Con l’ossigenazione il bouquet si distende e guadagna profondità.
Esame gustativo. L’ingresso è caldo e avvolgente, con una morbidezza che riempie il palato senza appesantirlo; i tannini, fitti e maturi, danno struttura e una trama di velluto, mentre l’acidità tipica del Sangiovese tiene il sorso dritto e vivo. In chiusura tornano la frutta scura, il cacao e la spezia, in un finale lungo e sapido che richiama la mineralità dei suoli argillosi. È un vino di corpo pieno e di grande equilibrio, pronto oggi e capace di evolvere per diversi anni in una buona cantina.
La Riserva chiede piatti di pari peso. È il vino del peposo e di tutte le carni brasate a lungo nel vino, degli arrosti di manzo e della selvaggina, dal cinghiale in umido alla lepre in salmì, delle pappardelle al ragù e dei primi importanti con funghi e tartufo. Trova la sua espressione migliore con i formaggi stagionati e al tartufo, con i salumi toscani di carattere e, a fine pasto, con il cioccolato fondente di alta percentuale. Da aprire almeno un’ora prima, servire a 18 °C in calici ampi e versare lentamente per lasciare il deposito sul fondo: la Riserva premia chi le dà tempo.
A Chianciano Terme, in provincia di Siena, Terre d’Arcoiris è l’azienda biologica di Paola Leonardi e Walter Loesch: quaranta ettari di collina in cui la vigna convive con il bosco, l’uliveto, il frutteto di mele antiche e i campi di cereali e legumi. Biologici dal 1987, inerbiti dal 1990, senza concimi dal 1993: tre date che raccontano una filosofia prima ancora di un metodo. La Riserva è il vino con cui questa filosofia si prende il tempo di maturare.
Uve da agricoltura biologica di esclusiva produzione aziendale. Contiene SOLFITI.
Valori stimati sulla base della composizione media di un vino rosso secco a 14,5% vol.
Conservare le bottiglie coricate, al buio, in un luogo fresco e senza sbalzi di temperatura, idealmente tra 12 e 16 °C: una Riserva così conservata può migliorare ancora per anni. Prima dell’apertura tenere la bottiglia in piedi per qualche ora, in modo che il deposito naturale si raccolga sul fondo, e decantare con calma. Dopo l’apertura richiudere e conservare in frigorifero, consumando entro due o tre giorni. Smaltimento: bottiglia nella raccolta del vetro, tappo in sughero nell’organico o nelle raccolte dedicate, capsula secondo le indicazioni del proprio comune.
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