
SOLARIA – AZIENDA AGRICOLA BOCCEA
270 ettari di campagna romana dove l’uomo non è al centro, ma parte di un sistema in cui tutto è connesso
La dolcezza della campagna amata da Goethe, coltivata come un unico organismo vivente
Nonno Elia e l’amore per una terra
Tutto comincia negli anni Cinquanta, quando nonno Elia si innamora di questa terra: 270 ettari di boschi, valli e coltivazioni di cereali, foraggi e olive alle porte di Roma. Fonda l’azienda e alleva mucche da latte e da carne grazie al lavoro e all’impegno di cento famiglie che vivono qui, in una comunità agricola che pulsa al ritmo delle stagioni. Nel 1999 la nipote Anna Federici rileva l’azienda con una visione rivoluzionaria: cambiare radicalmente i metodi di fare agricoltura. “Il benessere del pianeta lo coltiviamo ogni giorno con scelte etiche e metodi naturali”, dice Anna. “Non più l’uomo al centro, ma parte di un sistema naturale in cui tutto è connesso.”
La svolta: dal biologico alla biodinamica
Nel giro di pochi anni Anna trasforma l’azienda prima in biologica, poi in biodinamica, abbracciando i principi dell’agroecologia: fare agricoltura all’interno di un sistema ecologico, in sintonia con i cicli della natura, per generare un ecosistema resiliente, senza chimica e senza antibiotici. La domanda da cui parte il metodo biodinamico non è “come si combatte una malattia?”, ma “come si crea salute e benessere?”. La risposta è un circolo virtuoso di pratiche collegate: sovesci multispecie che rigenerano i suoli, rotazioni e consociazioni colturali, pascolamento turnato, compostaggio del letame maturo e i preparati biodinamici corno-letame e corno-silice, tutti strumenti naturali al servizio della fertilità della terra.

Un’oasi nella campagna romana di Goethe
Entrare in Solaria è voler tornare indietro nel tempo, per immergersi nella dolcezza della campagna romana tanto amata da Goethe e più volte ritratta nei suoi quadri. Una natura incontaminata dove coesistono habitat diversi: filari di ulivi, colline, boschi, corsi d’acqua e una ricca vegetazione, con siepi e zone boscose alternate ai pascoli che custodiscono la biodiversità della fauna e della flora. È in questa oasi di bellezza e benessere che vivono in libertà gli animali, crescono gli ulivi da cui nasce l’olio, prosperano l’orto, i legumi e i cereali. Un’azienda pensata come un organismo vivente, in cui l’attività dell’uomo è al servizio dell’opera della natura per generare salute a entrambi.
Tre mandrie allo stato brado
Nei pascoli di Boccea vivono allo stato brado tre mandrie di fattrici, ciascuna con il suo carattere: le Marchigiane dal manto bianco, docili, abituate all’uomo e bellissime, dalla carne molto apprezzata; le Meticce di Boccea, incrocio di vacche maremmane con tori marchigiani e limousine — enormi, rustiche, scure, le più resilienti, con corna lunghissime; e le Limousine dal manto marrone rossiccio, ghiotte delle potature degli ulivi che punteggiano i loro pascoli. Le mandrie vivono insieme ai tori e partoriscono durante tutto l’anno; i vitelli restano con la madre fino a circa sei mesi, allattati naturalmente, poi crescono al pascolo. La relazione uomo-animale è partecipativa, improntata a favorire la salute di bovini allevati al pascolo estensivo.

Due linee di carne, una sola etica
La produzione segue due strade, entrambe fedeli al disciplinare aziendale biologico e biodinamico. I vitelloni e le manze restano al pascolo fino a 19-23 mesi: solo negli ultimi 2-3 mesi vengono accolti in un’ampia stalla aperta, dove continuano a ricevere erba e fieno con una piccola integrazione di granaglie — massimo il 15% della razione, in parte prodotte in azienda — per una carne giovane, naturalmente tenera, che richiede poca frollatura. Le Vacche Adulte di Boccea 100% Grassfed sono invece capi maturi, nati e cresciuti al pascolo e nutriti esclusivamente a erba e fieno per tutta la vita: la loro carne pregiata, rosso scuro con grasso leggermente giallo e ricca marezzatura, viene frollata a temperatura controllata per almeno due settimane, per concentrarne i sapori.
I polli e le uova di Boccea
Nel 2019 nasce una nuova sfida: allevare polli e produrre uova per porre fine, nel proprio piccolo, alla cultura industriale degli allevamenti intensivi. I polli di Boccea vivono su un prato ricco di alberi, dormono appollaiati sui posatoi in casette aperte, razzolano su appezzamenti erbosi turnati ogni settimana e mangiano l’erba dei prati, gli insetti che trovano, il mangime preparato in azienda con i cereali di casa e le verdure dell’orto di cui sono ghiotti. Niente antibiotici né antiparassitari: non ce n’è bisogno. Il risultato sono animali rustici e robusti, dalla carne soda ma tenera, saporita e naturalmente ricca di sostanze antiossidanti come gli Omega 3.

L’orto biodinamico: il ritmo delle stagioni
L’orto di Solaria segue la stagionalità delle piante e ogni appezzamento riposa almeno una stagione. Niente diserbi, pesticidi o concimi chimici: mai una distesa ininterrotta di zucchine o un campo di sole melanzane, ma file di piante sinergiche che si proteggono a vicenda dai parassiti, semine dopo sovescio o compost aziendale, erbe spontanee lasciate crescere quando la pianta è sviluppata, perché accolgono gli insetti che altrimenti visiterebbero solo le verdure. La raccolta avviene al momento giusto per offrire l’intensità degli antichi sapori, privilegiando le varietà più saporite e resilienti anche se meno produttive: dagli spinaci e i carciofi di primavera ai veri friggitelli napoletani d’estate, dai cavoli neri e i broccoli romaneschi d’autunno alle zucche e ai radicchi d’inverno.
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