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Bio,Novità

Passito Malvasia MalvaMunt 2023 375ml

Passito Malvasia MalvaMunt

 

 

  • MALVASIA DI CANDIA 100% APPASSITA IN CASSETTA PER ALMENO 6 MESI, A 540 METRI DI FRONTE AL MONVISO
  • FERMENTAZIONE IN ACCIAIO E 6 MESI IN BARRIQUE DI ROVERE, 15% VOL., DA INVECCHIARE 5 ANNI
  • GIALLO DORATO INTENSO, ALBICOCCA, PESCA E MIELE: DOLCE MA NON STUCCHEVOLE, LUNGHISSIMA PERSISTENZA
  • VIGNAIOLI INDIPENDENTI IN AGRICOLTURA BIOLOGICA: IL PASSITO PER FORMAGGI STAGIONATI E DESSERT

 

COME UTILIZZARLO:

  • IL TAGLIERE DEI FORMAGGI STAGIONATI DI CAPRA
  • ZABAIONE CALDO AL MALVAMUNT CON PERE E BISCOTTI DI PALMINA
  • IL PASSITO DELLE FESTE: PANETTONE, TORRONE E MEDITAZIONE

 

PRODOTTI DA ABBINARE:

€63,73/l

23,90 €

Passito Malvasia MalvaMunt

Malvasia di Candia 100% da Uve Appassite in Cassetta, 6 Mesi in Barrique, 15% vol. – Vignaioli Indipendenti, Collina di Santa Brigida

Oro intenso nel bicchiere, albicocca, pesca e miele nel naso, dolce ma mai stucchevole: il passito di montagna che accompagna i formaggi stagionati e chiude le cene che contano.

 
 
Passito Malvasia MalvaMunt
 
 

Il MalvaMunt, Passito di Malvasia di Dellerba

Ci sono vini che si fanno in una stagione e vini che ne attraversano due. Il MalvaMunt, il passito di Alex e Andrea Dellerba, appartiene ai secondi. Le uve di Malvasia di Candia si raccolgono a mano nella prima metà di settembre sul vigneto di Santa Brigida, a 540 metri di altitudine, esposto a sud-ovest su terreni sabbiosi e minerali; poi, invece di andare in pressa, vengono distese in apposite cassette e lasciate appassire naturalmente per almeno sei mesi, mentre fuori arriva l’inverno. In quel lento asciugarsi l’acqua se ne va e restano gli zuccheri, gli aromi e l’acidità, concentrati. Solo a gennaio o febbraio gli acini, ormai quasi uva passa, vengono pigiati, diraspati e pressati; il mosto denso fermenta in vasche d’acciaio e il vino riposa altri sei mesi in barrique di rovere prima della bottiglia. Il nome unisce la Malvasia e munt, la montagna in piemontese: è un passito d’altura, color oro intenso, con profumi di albicocca, pesca matura e miele, dolce al palato ma sostenuto da un’acidità che lo tiene in equilibrio e da una persistenza lunghissima. Un vino da meditazione e da formaggi stagionati, prodotto in piccole quantità da vignaioli indipendenti e capace di invecchiare in bottiglia per cinque anni.
 
 
 

Le radici di questo Passito affondano a Creta e nelle cantine di Venezia

“Candia” è il nome che i Veneziani davano a Creta, l’isola che governarono per oltre quattro secoli e da cui partivano, verso tutta l’Europa, le botti del vino più celebre del Rinascimento: la Malvasia di Candia, dolce e dorata, ottenuta da uve lasciate appassire al sole mediterraneo. Era il vino dei re e dei banchetti, tanto famoso da entrare nella letteratura: Shakespeare fa annegare il duca di Clarence in una botte di malmsey, la malvasia degli inglesi, e nelle corti italiane un bicchiere di Candia chiudeva ogni pranzo importante. Quando l’isola cadde, i vitigni avevano già viaggiato: la Malvasia di Candia aromatica trovò casa in Italia, soprattutto nelle colline emiliane, e la tecnica dell’appassimento si adattò ai climi del Nord, dove al sole si sostituirono i graticci e le cassette nei sottotetti ventilati, come nella tradizione dei passiti alpini del Piemonte. Il MalvaMunt riunisce i due capi di questa storia: un’uva nata nel Mediterraneo greco e un metodo di appassimento invernale di montagna, a 540 metri di fronte al Monviso. Il vino dei dogi, rifatto da due fratelli di Pinerolo.
 
 
 

Scegliere il MalvaMunt di Dellerba significa prendersi cura della terra

Un passito è il vino più esigente che una piccola azienda possa produrre: da un chilo d’uva si ricava una frazione del vino che darebbe fresca, e ogni grappolo deve essere perfetto per sopportare sei mesi di appassimento senza marcire. Per questo il MalvaMunt racconta meglio di ogni altro vino il modo di lavorare dei Dellerba: vigne in biologico certificato CCPB, concimate soltanto con il letame delle vacche piemontesi dell’azienda, suoli mai lavorati in profondità perché respirino, raccolta rigorosamente manuale per scegliere solo i grappoli sani e spargoli adatti all’appassimento. L’appassimento naturale in cassetta non consuma energia, si affida all’aria secca dell’inverno di montagna; la cantina lavora con i pannelli solari e il passaggio in barrique dura il tempo necessario, sei mesi, per arrotondare senza coprire la frutta. Il marchio dei Vignaioli Indipendenti garantisce che tutto avviene su una sola collina. Un vino così si beve a piccoli sorsi, in piccoli bicchieri e in buona compagnia: la misura è parte del piacere.
 
 
 

Dati Tecnici

  • Denominazione: vino bianco da uve appassite
  • Tipologia: passito dolce
  • Vitigno: Malvasia di Candia 100%
  • Sistema di allevamento: Guyot
  • Esposizione: sud-ovest
  • Altitudine: 540 m s.l.m.
  • Terreno: sabbioso, ad alta mineralità
  • Vendemmia: manuale, prima metà di settembre
  • Appassimento: naturale, in apposite cassette, per almeno 6 mesi
  • Vinificazione: a gennaio/febbraio pigiatura, diraspatura, pressatura e fermentazione alcolica in vasche d’acciaio
  • Affinamento: 6 mesi in barrique di rovere prima dell’imbottigliamento
  • Alcol: 15% vol.
  • Temperatura di servizio: 8-10 °C
  • Potenziale di invecchiamento: 5 anni in bottiglia
  • Certificazione: Vignaioli Indipendenti
  • Contiene SOLFITI

 
 
 

Esame Organolettico

Esame visivo. Nel calice il MalvaMunt è di un giallo dorato intenso, luminoso, con riflessi d’ambra che si accentuano con gli anni di bottiglia; la consistenza è densa, quasi oleosa, e le lacrime scendono lente e fitte sul vetro, come si conviene a un vino da uve appassite ricco di zuccheri ed estratto. Un colore che annuncia da solo la concentrazione del sorso.

Esame olfattivo. Il naso è intenso e caldo, dominato dalla frutta matura: albicocca e pesca in confettura, poi la frutta secca e candita, fico e scorza d’arancia, e una sfumatura avvolgente di miele di fiori. L’appassimento regala note di uva passa e di zafferano, la barrique un velo di vaniglia e di nocciola tostata, e sotto tutto resta l’aromaticità della Malvasia, con il suo ricordo di fiori gialli e di erbe aromatiche.

Esame gustativo. L’ingresso è dolce, pieno e vellutato, ma non stucchevole: la buona acidità delle uve di montagna tiene il vino dritto e lo rende scorrevole, mentre la struttura e il calore dei 15 gradi gli danno corpo e profondità. Albicocca, miele e frutta secca tornano nel sorso e si allungano in una persistenza lunghissima, con un finale pulito e leggermente sapido che invita a un secondo, piccolo sorso. Un passito equilibrato, piacevole e serio insieme.
 
 
 

Abbinamenti Gastronomici

Il MalvaMunt vive di contrasti e di affinità. Il contrasto è quello con i formaggi stagionati, erborinati e di pecora e capra a lunga maturazione: il sapido e il piccante del formaggio incontrano la dolcezza del vino e si bilanciano a vicenda, con l’acidità che pulisce il palato. L’affinità è quella con i dessert: dolci secchi e da inzuppo, crostate di frutta, torte di nocciole e mandorle, zabaione, panettone e torrone nelle feste, e la pasticceria a base di frutta matura e miele che ne riprende i profumi. Ottimo anche da solo, come vino da meditazione a fine serata, o con il foie gras e i patè in apertura di un pranzo importante. Da servire fresco, a 8-10 °C, in piccoli calici da dessert.
 
 
 

Come Utilizzare al Meglio: Passito Malvasia MalvaMunt

 
 
 

Il Produttore: Dellerba

Alex e Andrea Dellerba coltivano dal 2012 la collina di Santa Brigida, a Pinerolo: vigne in agricoltura biologica tra Freisa, Barbera, Favorita e Malvasie, frutteti, pascoli di vacche piemontesi e un agriturismo con fattoria didattica, con una cantina costruita nella roccia che trasuda acqua sorgiva. Il MalvaMunt è il loro vino più paziente: due stagioni di lavoro per una bottiglia che ne attraverserà altre cinque.
 
 
 

Ingredienti

Uve Malvasia di Candia appassite. Contiene SOLFITI.
 
 
 

Valori Nutrizionali (valori medi per 100ml di prodotto)

  • Energia: 347,06 kJ / 82,95 kcal
  • Alcol: 15% vol.

 
 
 

Conservazione e Smaltimento

Vino adatto all’invecchiamento: conservare le bottiglie coricate, al buio e al fresco, senza sbalzi di temperatura, dove può evolvere per cinque anni arricchendosi di note di frutta secca e miele. Servire a 8-10 °C, in piccoli calici. Grazie alla concentrazione di zuccheri e alcol, la bottiglia aperta si conserva bene in frigorifero, ben chiusa, per una o due settimane. Smaltimento: bottiglia nella raccolta del vetro, tappo in sughero nell’organico o nelle raccolte dedicate, capsula secondo le indicazioni del proprio comune.
 
 
 

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