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Bastoncini di Radice Pura da Masticare, Infondere e Trasformare in Liquore: la Liquirizia Più Pregiata d’Italia, al Naturale
Legnosa fuori, dorata e dolcissima dentro: si spezza, si mastica, si lascia sciogliere. Nessuno zucchero, solo radice.

Prima delle caramelle, delle rotelle e degli estratti, la liquirizia era questo: una radice. La Radice di Liquirizia Grezza Calabrese è la pianta Glycyrrhiza glabra così come esce dalla terra, raccolta, pulita ed essiccata, senza alcuna lavorazione, aroma o zucchero aggiunto. I bastoncini hanno la corteccia bruna e rugosa e, sotto, un cuore giallo fibroso che racchiude la glicirrizina, una molecola naturale fino a cinquanta volte più dolce dello zucchero: basta masticarne un pezzetto per sentirne sprigionare il sapore dolce, caldo e lievemente balsamico, che dura a lungo. Viene dalla Calabria, la regione in cui la liquirizia spontanea trova il clima e i terreni ideali e che da secoli è considerata la patria della liquirizia migliore del mondo. È un prodotto antico e versatile: si mastica come digestivo naturale a fine pasto, si spezza per preparare decotti e tisane, si mette in infusione nell’alcol per ottenere in casa un liquore o un amaro alla liquirizia dal sapore inimitabile.
Il nome lo diedero i Greci: glykýrrhiza, “radice dolce”, da cui il latino liquiritia e il nostro “liquirizia”. I medici dell’antichità, da Teofrasto a Dioscoride, la prescrivevano contro la tosse e la sete, e bastoncini di liquirizia furono trovati persino nel corredo funerario di Tutankhamon. Ma è in Calabria che la radice è diventata un’arte. Dal Seicento, lungo la costa ionica tra Rossano e Corigliano, i grandi proprietari aprirono i “conci”, opifici in cui la radice selvatica veniva bollita, pressata e ridotta in un succo nero e lucente; la più antica di queste fabbriche ancora attive, quella della famiglia Amarelli, lavora dal 1731. La fama della liquirizia calabrese era tale che l’Encyclopaedia Britannica del 1911 la definiva semplicemente la migliore. Nel 2011 l’Unione Europea ha riconosciuto la Liquirizia di Calabria DOP, che tutela sia la radice sia l’estratto. Questa radice grezza è il punto di partenza di tutto: lo stesso bastoncino che i contadini calabresi masticavano nei campi e che i bambini succhiavano al posto delle caramelle.
La radice grezza è la forma più pura e meno elaborata della liquirizia: non contiene zucchero, farine, aromi né coloranti, solo i composti naturali della pianta. Nella tradizione erboristica mediterranea è usata da millenni come digestivo, per il suo effetto lenitivo sulla gola e per la sensazione di freschezza che lascia in bocca; il suo sapore dolce e persistente la rende una valida alternativa naturale a caramelle e dolciumi e, per molti, un aiuto per tenere a bada la voglia di fumare. La glicirrizina è anche il motivo per cui va consumata con misura: come riportano le etichette di tutti i prodotti a base di liquirizia, le persone che soffrono di ipertensione dovrebbero evitare un consumo eccessivo, e la prudenza vale anche in gravidanza e per chi assume farmaci diuretici o per il cuore. Qualche centimetro di radice al giorno è la misura giusta per godere del suo gusto antico senza eccessi.
La radice si spezza con le mani o si taglia con un coltello in pezzi di 3-5 centimetri. Da masticare: si tiene un pezzetto in bocca come uno stuzzicadenti e si mastica l’estremità, che si sfibra e rilascia il succo dolce; lo stesso pezzo dura anche più giorni. Da infondere: per tisane e decotti si fa bollire la radice spezzettata in acqua per circa dieci minuti, perché il sapore, chiuso nelle fibre, ha bisogno di calore e tempo per uscire. Da macerare: lasciata in infusione nell’alcol per alcune settimane cede colore, dolcezza e aroma, ed è la base dei liquori e degli amari alla liquirizia fatti in casa. In cucina, infine, un pezzetto di radice nel brodo o nel fondo di un arrosto regala una nota dolce e speziata inattesa.
Radice di liquirizia grezza (Glycyrrhiza glabra) 100%, origine Calabria.
Contiene liquirizia: le persone che soffrono di ipertensione dovrebbero evitare un consumo eccessivo.
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce e dall’umidità, preferibilmente in un barattolo di vetro o di latta ben chiuso. La radice essiccata si mantiene a lungo, anche per anni, senza perdere il suo sapore; con il tempo può diventare più dura e asciutta, ma resta perfettamente adatta a decotti e macerazioni. Attenersi alle indicazioni riportate in etichetta.
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