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Borlotti coltivati nell’Alta Tuscia, già cotti e pronti all’uso: solo fagioli, acqua e sale
Il fagiolo screziato che assorbe tutto quello che gli metti accanto e lo restituisce con più sapore, pronto in un minuto

Il borlotto è una delle varietà di fagiolo più diffuse e più amate d’Italia, apprezzato per la sua consistenza compatta e farinosa, per il suo sapore deciso e per la capacità, unica, di assorbire il gusto degli altri ingredienti, regalando profumi intensi a zuppe, sughi e minestre. Quelli di Cerqueto sono coltivati nell’Alta Tuscia, come dichiara l’etichetta, e cotti in azienda ad Acquapendente con sola acqua e sale: nessun conservante, nessun additivo, nessuna scorciatoia.
Nella confezione i fagioli sono interi e sodi, con il colore bruno-rosato che il borlotto assume in cottura e una polpa cremosa che tiene bene sia il cucchiaio sia la forchetta. Pronti all’uso, basta sgocciolarli: nella pasta e fagioli dell’ultimo minuto, in un chili, in un’insalata robusta. Con 4,5 g di proteine, solo 71 kcal e appena 0,05 g di sale per 100 g, sono il legume quotidiano per chi non ha tempo di ammollare ma ha voglia di mangiare bene. Prodotti in Italia.
Il borlotto è il fagiolo della cucina popolare italiana per eccellenza. Nelle osterie di Roma, nel quartiere di Testaccio dove si lavorava la carne, i fagioli con le cotiche erano il piatto con cui si recuperava ogni scarto del maiale: le cotenne, lessate e raschiate, finivano nella pentola con i borlotti, il pomodoro e il sedano, e il fagiolo screziato assorbiva tutto il grasso e il sapore, trasformando gli avanzi in un piatto da festa. Era il pranzo dei macellai e dei facchini, e ancora oggi è una delle ricette simbolo della cucina romana del “quinto quarto”.
Il borlotto ha anche il primato di essere stato il primo fagiolo italiano a ottenere una tutela europea: il Fagiolo di Lamon, nel Bellunese, è IGP dal 1996, e da allora il borlotto ha riconquistato il suo posto tra i legumi “nobili”. La sua caratteristica più curiosa è il colore: crudo è screziato di rosso vino su fondo crema, come un piccolo uovo di uccello, ma in cottura le striature si sciolgono e il fagiolo diventa uniformemente bruno, cedendo il colore al brodo. Nelle campagne dell’Alta Tuscia si seminava a maggio e si raccoglieva a fine estate, e i fagioli secchi erano la scorta proteica dell’inverno: questi borlotti cotti sono quella scorta, già pronta.
I borlotti sono tra i fagioli più ricchi di fibre e di ferro, con potassio, magnesio, fosforo, zinco e folati, e portano 4,5 g di proteine vegetali e 10,6 g di carboidrati complessi a lento rilascio per 100 g di prodotto già cotto, con appena 0,7 g di zuccheri e 0,3 g di grassi: un alimento saziante, a basso impatto glicemico e leggero, con sole 71 kcal.
La buccia scura del borlotto contiene antociani e altri polifenoli ad azione antiossidante, e la cottura in sola acqua e sale ne preserva il profilo nutrizionale senza aggiungere nulla: lo 0,05 g di sale per 100 g è un valore bassissimo, che lascia a voi il condimento e rende questi fagioli adatti anche a chi deve controllare il sodio. Un legume già pronto è, soprattutto, un legume che si mangia davvero: la via più semplice per portare proteine e fibre in tavola ogni giorno.
“Produzione Alta Tuscia” scritto accanto al nome del fagiolo è la firma di Cerqueto: i borlotti crescono nei campi dell’azienda e dei suoi agricoltori partner intorno ad Acquapendente, vengono selezionati e cotti negli impianti aziendali e arrivano in dispensa con pochi chilometri tra il campo e la pentola. Una filiera tutta in un altopiano, dal seme al sacchetto.
Fagioli borlotti (produzione Alta Tuscia), acqua e sale.
Può contenere GLUTINE (FARRO, ORZO, GRANO), SOIA e LUPINI.
Produzione Italia.
Il prodotto è pronto all’uso: è sufficiente sgocciolarlo. Si consuma freddo, in insalata, oppure scaldato pochi minuti in zuppe, sughi e minestre, dove il borlotto dà il meglio assorbendo i sapori. Conservare la confezione chiusa in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Dopo l’apertura, trasferire i fagioli con il loro liquido in un contenitore chiuso in frigorifero e consumarli entro 2-3 giorni.
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