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Il piatto fondamentale del Pranzo del Purgatorio, dal Seicento, nel tempo di aprire una confezione

I Fagioli del Purgatorio Cotti sono il fagiolo più piccolo dell’Alta Tuscia nella sua forma più comoda: già cotto da Cerqueto in azienda, ad Acquapendente, con la ricetta più semplice che esista, fagiolo del Purgatorio reidratato, acqua e sale. Niente conservanti, niente additivi. Il fagiolo è quello di sempre: bianco, minuscolo, dalla buccia quasi impercettibile e dalla polpa tenera che si scioglie in bocca, coltivato sulle colline vulcaniche di Gradoli che scendono verso il lago di Bolsena.
Il fagiolo del Purgatorio deve il suo nome all’antica tradizione del Pranzo del Purgatorio, di cui costituisce il piatto fondamentale: un pranzo che si svolge ogni anno a Gradoli dal 1600, in occasione del Mercoledì delle Ceneri, con il significato religioso di pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. In questa confezione quel piatto è pronto all’uso: basta sgocciolare i fagioli e condirli con un filo d’olio, oppure scaldarli, ripassarli, frullarli. Con 7,9 g di proteine e solo 102 kcal per 100 g, prodotti in Italia.
Per capire la Gradoli del Seicento bisogna immaginarla com’era: un paese del Ducato di Castro, lo stato dei Farnese che si estendeva tra il lago di Bolsena e il mare, con il grande palazzo ducale che ancora domina l’abitato. Fu in quel mondo di confraternite, processioni e carestie che nacque il Pranzo del Purgatorio, e fu in quel mondo che il piccolo fagiolo bianco divenne il cibo giusto per il giorno in cui comincia la Quaresima: un banchetto di magro, senza carne, che riunisce il paese prima dei quaranta giorni di astinenza. Quando nel 1649 le truppe pontificie rasero al suolo Castro, la capitale del ducato, e il territorio passò alla Chiesa, Gradoli perse il suo duca ma non il suo pranzo: la Confraternita continuò a organizzarlo, anno dopo anno, fino a oggi.
Il Mercoledì delle Ceneri ha un paradosso che il fagiolo del Purgatorio risolve bene: è un giorno di digiuno, ma a Gradoli è anche un giorno di festa. La soluzione è un piatto povero cucinato con abbondanza, i fagioli lessati nei grandi calderoni e conditi con l’olio, offerti a chiunque entri, e un’offerta lasciata per le anime. Il fagiolo è il cibo dei vivi che ricorda i morti, e lo fa senza tristezza, con una scodella fumante e il pane. Questa confezione lo porta, intatto, a chi non può essere a Gradoli il giorno delle Ceneri.
Con 7,9 g di proteine per 100 g di prodotto già cotto, questi fagioli sono tra i legumi pronti più proteici che si possano trovare, con 17 g di carboidrati complessi a lento rilascio, appena 1,2 g di zuccheri e 0,7 g di grassi, per un totale di sole 102 kcal. Un alimento saziante e leggero, che abbinato a un cereale offre proteine complete.
Il fagiolo del Purgatorio, con la sua buccia finissima, è tra i legumi più digeribili in assoluto, adatto anche a chi tollera poco gli altri fagioli, e porta con sé ferro, potassio, magnesio, folati e fibre. La cottura in sola acqua e sale, senza additivi, conserva il profilo nutrizionale e lascia a voi il condimento: i 0,5 g di sale per 100 g sono una quantità misurata, che permette di gustarli anche senza altro. Un legume pronto in un minuto è un legume che entra davvero nei pasti di ogni giorno.
Gradoli e Acquapendente sono a pochi chilometri l’una dall’altra, sulle due sponde dell’altopiano vulcanico dell’Alta Tuscia, e Cerqueto fa da ponte: coltiva con gli agricoltori del lago il fagiolo che altrimenti si mangerebbe solo un giorno l’anno, lo seleziona e lo cuoce nei propri impianti, e lo rende disponibile in ogni stagione, a chilometri di distanza, con la stessa semplicità del pranzo di Gradoli.
Fagiolo del Purgatorio reidratato, acqua e sale.
Può contenere GLUTINE (FARRO, ORZO, GRANO), SOIA e LUPINI.
Produzione Italia.
Il prodotto è pronto all’uso: è sufficiente sgocciolarlo. Si gusta freddo, condito con olio e pepe, oppure scaldato pochi minuti in padella, in zuppa o al forno, maneggiandolo con delicatezza perché il fagiolo è tenero. Conservare la confezione chiusa in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Dopo l’apertura, trasferire i fagioli con il loro liquido in un contenitore chiuso in frigorifero e consumarli entro 2-3 giorni.
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