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Vino bianco da vigna maritata di 80 anni, macerazione 5 giorni sulle bucce con 20% a grappolo intero, 12,5% vol
Il vino-bandiera della cantina: l’anima dell’Aitason etrusco in un calice di skin-contact d’autore

Il Malauva Bianco è il vino-bandiera della cantina di Elisa e Giovanni: l’espressione più alta e identitaria del progetto Malauva, quella che dà il nome stesso alla casa agricola. Nasce dalla vigna maritata di circa 80 anni — il cuore storico dell’azienda, la vigna in cui le viti centenarie crescono in simbiosi con frassini, aceri, salici e alberi da frutto secondo l’antichissimo modello etrusco dell’Aitason. I suoli sono vulcanici, a circa 500 metri sul livello del mare, ricchi di minerali e oligoelementi rari che conferiscono al vino una mineralità inconfondibile. Le varietà sono i quattro vitigni autoctoni dell’Orvietano: Procanico per l’80%, Drupeggio, Verdello e Malvasia per il restante 20%. La vinificazione è quella tipica dei vini d’autore con macerazione: le uve vengono diraspate e macerate per 5 giorni sulle bucce, con il 20% delle uve macerato a grappolo intero — tecnica rara che apporta freschezza, complessità tannica leggera e note distintive di erbe e fiori. Il mosto viene poi trasferito in acciaio per completare la fermentazione naturale. Un vino strutturato, complesso, profondo, che rappresenta al meglio l’identità contemporanea di Malauva.
Il Malauva Bianco si inserisce nella grande tradizione dei “vini con macerazione sulle bucce” — categoria che negli ultimi 20 anni è stata riscoperta e celebrata in tutto il mondo con il nome di “orange wine” o “vino arancione”. Si tratta di una tradizione enologica antichissima, documentata in Georgia da oltre 8.000 anni: i viticoltori georgiani fermentavano le uve bianche con le loro bucce all’interno di grandi anfore di terracotta interrate chiamate kvevri, ottenendo vini dal caratteristico colore ambrato e dalla profondità aromatica unica. La UNESCO ha riconosciuto la tradizione del kvevri georgiano Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2013. In Italia, il rinascimento dell’orange wine contemporaneo è stato pionierato negli anni ’90 dal grande enologo friulano Joško Gravner di Oslavia, e si è poi diffuso in tutto il movimento dei vini naturali. La macerazione di 5 giorni scelta da Malauva rappresenta una via di mezzo elegante: non un orange wine pieno (che richiede settimane o mesi di macerazione), ma un “skin-contact bianco” che mantiene la freschezza del bianco con la complessità strutturale dei vini macerati. L’aggiunta del 20% a grappolo intero richiama inoltre la tecnica della “semi-macerazione carbonica”, comune nei rossi giovani francesi del Beaujolais ma rara nei bianchi.
Tipologia: vino bianco fermo con macerazione sulle bucce (skin-contact)
Gradazione alcolica: 12,5% vol
Vitigni: Procanico 80%, Drupeggio + Verdello + Malvasia 20%
Terroir: suoli vulcanici, ~500 m s.l.m.
Vigneto: vigna maritata di circa 80 anni (sistema Aitason etrusco)
Vinificazione: diraspatura, macerazione 5 giorni sulle bucce, 20% delle uve a grappolo intero, pressatura
Fermentazione e affinamento: in vasche d’acciaio
Filosofia: vino naturale, fermentazione spontanea, nessuna chiarificazione, nessun filtraggio
Temperatura di servizio: 12-14°C
Allergeni: contiene solfiti
Il Malauva Bianco si presenta nel calice con un colore giallo dorato intenso, profondo, con riflessi ambrati e talvolta leggere sfumature aranciate — segno distintivo della macerazione prolungata sulle bucce e dei pigmenti naturali estratti durante i 5 giorni di contatto. Il colore è significativamente più carico rispetto ai bianchi classici, testimone della macerazione estesa. Essendo un vino non filtrato e non chiarificato, presenta una leggera opalescenza naturale e qualche sedimento sul fondo della bottiglia — segno di assoluta autenticità e di vinificazione artigianale. La consistenza nel calice è importante, con archetti spessi e persistenti che testimoniano la struttura e il moderato grado alcolico (12,5%). Un vino visivamente impegnativo, evocativo, che già al colpo d’occhio annuncia una grande personalità.
Il profilo aromatico è di grande complessità e profondità, caratterizzato dalla doppia natura di bianco classico e di vino con macerazione. Al naso emergono note primarie di frutta a polpa bianca matura (mela cotogna, pera Williams, pesca tardiva), frutta secca (mandorla, nocciola tostata, gheriglio di noce) e note di scorza di agrumi canditi. Le varietà autoctone contribuiscono ognuna con la propria firma: il Procanico apporta la dorsale di mela cotogna e agrumi maturi; il Drupeggio aggiunge eleganza floreale di camomilla e fiori secchi; il Verdello contribuisce con freschezza erbacea di fieno e fior di sambuco; la Malvasia arricchisce con sentori esotici di muschio, miele e propoli. La macerazione di 5 giorni conferisce una caratteristica nota di buccia di mela cotogna, tè verde e leggere note di crosta di pane. La vigna maritata di 80 anni regala una mineralità potente di pietra focaia, tufo vulcanico e una sottile sensazione balsamica conferita dalla simbiosi con frassini e aceri della vigna maritata.
In bocca il vino si rivela strutturato, denso e di grande persistenza — il bianco più complesso e impegnativo della linea Malauva. L’attacco è caratterizzato da una presenza tannica leggera ma percepibile (rara nei bianchi, frutto della macerazione sulle bucce + 20% a grappolo intero), bilanciata da una vibrante acidità e da una sapidità marcata dei suoli vulcanici. Lo sviluppo in bocca è ampio e dinamico: emergono note di frutta matura, frutta secca, agrumi canditi e una piacevole nota di tè verde tipica dei vini bianchi macerati. La mineralità di pietra focaia e tufo è dominante nel medio palato, conferendo una profondità e un’identità territoriale uniche. La persistenza è eccezionale, con un finale lunghissimo caratterizzato da note di mandorla, miele e una persistente scia minerale. Il 12,5% vol è perfettamente integrato nella struttura, conferendo importanza senza appesantire. Un vino da pasto strutturato e — perché no — vino da meditazione da degustare lentamente per coglierne ogni sfumatura.
Il Malauva Bianco è un vino impegnativo che richiede abbinamenti di carattere per esprimersi al meglio:
Un vino che premia la pazienza di chi sa aspettare: lasciato qualche minuto nel calice prima di assaggiarlo, sviluppa profumi sempre nuovi e complessità sorprendenti.
Malauva Casa Agricola è il progetto di Elisa e Giovanni, coppia da oltre 16 anni che dal 2017 sviluppa a Castel Giorgio (TR), ai margini dell’Altopiano vulcanico dell’Alfina, una “casa agricola” dove la vite convive con gli ulivi e i boschi. Sei ettari di terreno (di cui 4 di vigneto biologico) coltivati con i vitigni tipici dell’Orvietano: Procanico, Drupeggio, Verdello e Malvasia per i bianchi, Sangiovese per i rossi. La filosofia in cantina è radicale: fermentazioni spontanee, nessun filtraggio, nessuna chiarificazione, nessuna aggiunta di prodotti enologici. Una piccola realtà che custodisce anche una vigna maritata centenaria secondo l’antico modello etrusco dell’Aitason — la vigna che dà i natali a questo Malauva Bianco e al fratello “Vigne Maritate”.
Uve biologiche Procanico (80%), Drupeggio, Verdello, Malvasia (20%) dalla vigna maritata di circa 80 anni; lieviti indigeni.
Da agricoltura biologica. Vino naturale: fermentazione spontanea, no filtraggio, no chiarificazioni. Contiene solfiti. Contiene alcool (12,5% vol).
Conservare in posizione orizzontale (per mantenere il tappo umido), in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta, a temperatura costante tra 12°C e 16°C. Servire a 12-14°C: porre in frigorifero almeno 1 ora prima del servizio (temperatura superiore rispetto ai bianchi standard per consentire al ricco profilo aromatico di esprimersi al meglio). Si consiglia di aprire la bottiglia 20-30 minuti prima del servizio per permettere al vino di ossigenarsi leggermente — o di utilizzare un decanter per ossigenazione più rapida, pratica comune per i vini con macerazione. La presenza di un leggero sedimento sul fondo della bottiglia è normale e indica autenticità del vino naturale: versare con delicatezza senza scuotere. Una volta aperta, conservare in frigorifero ben tappata e consumare entro 4-5 giorni (i vini con macerazione tendono a evolvere positivamente nei primi giorni dopo l’apertura). AVVERTENZE: prodotto alcolico, vietato ai minori di 18 anni. L’abuso di alcool nuoce alla salute. Da evitare in gravidanza, in allattamento e per chi assume farmaci incompatibili con l’alcool. Non guidare dopo il consumo.
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