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Fagiolo cannellino secco da agricoltura biologica, coltivato in Italia e selezionato nell’Alta Tuscia
Il fagiolo bianco di casa, cresciuto senza chimica: tenero, cremoso, pronto a sposare l’olio nuovo e le verdure d’autunno

I Fagioli Cannellini Biologici di Cerqueto sono la versione certificata da agricoltura biologica del legume più amato dell’Italia centrale: un fagiolo bianco, allungato, dalla buccia sottile e dalla polpa che in cottura diventa cremosa senza disfarsi. L’etichetta dice tutto in tre parole, fagiolo cannellino, da campi coltivati senza concimi di sintesi né diserbanti, in rotazione con i cereali, come si faceva prima che la chimica entrasse nei campi.
Cerqueto, ad Acquapendente, segue questi cannellini dalla semina alla selezione nei propri impianti, dove vengono puliti e cerniti per garantire chicchi integri che cuociono tutti insieme. Il risultato è un fagiolo dolce e delicato, dal sapore pulito, che assorbe i condimenti e dà il meglio con l’olio extravergine a crudo, le erbe aromatiche e le verdure amare dell’autunno. Un prodotto italiano, secco, da tenere in dispensa tutto l’anno.
Prima ancora di essere cibo, i legumi sono stati la prima tecnologia dell’agricoltura biologica. Già gli agronomi romani lo sapevano: Columella, nel I secolo d.C., raccomandava di seminare i legumi nei campi stanchi perché “concimano la terra come il letame”, e Varrone li chiamava le piante che “rendono il campo più ricco di come l’hanno trovato”. Non conoscevano l’azoto, ma avevano osservato che dopo un raccolto di fagioli o lenticchie il grano cresceva più vigoroso.
Fu però il Medioevo a fare di questa intuizione un sistema. Tra il X e l’XI secolo, nelle campagne europee, si affermò la rotazione triennale: un anno cereali autunnali, un anno legumi e cereali primaverili, un anno riposo. I legumi entrarono così, massicciamente, nei campi e nella dieta, e molti storici legano proprio a quel cambiamento l’aumento di popolazione e di energia dell’Europa dopo l’anno Mille. Quando il fagiolo americano arrivò nel Cinquecento, trovò questo sistema pronto ad accoglierlo, e il cannellino prese il posto delle fave e dei ceci nelle rotazioni dell’Italia centrale. Coltivarlo oggi in regime biologico, in alternanza con i grani antichi della Tuscia, significa chiudere un cerchio lungo duemila anni.
Il cannellino è una delle migliori fonti di proteine vegetali della dieta mediterranea, con circa un quinto del suo peso secco in proteine e un profilo di amminoacidi che diventa completo abbinandolo a un cereale, come nella pasta e fagioli o nella zuppa di farro. I carboidrati sono complessi e a lento rilascio, con pochissimi zuccheri, e le fibre, molto abbondanti, nutrono la flora intestinale e aiutano a tenere sotto controllo colesterolo e glicemia.
È ricco di ferro, potassio, magnesio, fosforo e folati, con grassi minimi e sale praticamente assente. La coltivazione biologica aggiunge un valore che per i legumi secchi conta doppio: nessun residuo di pesticidi di sintesi in un alimento che si consuma intero, e una terra più viva che restituisce chicchi più ricchi. La buccia sottile del cannellino lo rende tra i fagioli più digeribili, e l’ammollo lungo, con il sale aggiunto solo a fine cottura, migliora ulteriormente consistenza e tollerabilità.
La certificazione biologica è, per Cerqueto, la cornice naturale di un modo di coltivare che i legumi rendono possibile: rotazioni che rigenerano la terra, nessuna chimica di sintesi, aziende agricole partner scelte per la stessa sensibilità. Dai campi di Acquapendente e dell’Alta Tuscia ai sacchetti che arrivano in dispensa, l’azienda garantisce che il “biologico” scritto in etichetta sia una pratica quotidiana e non una parola.
Ingredienti da agricoltura biologica: fagiolo cannellino.
Può contenere tracce di cereali contenenti GLUTINE (FARRO, ORZO, GRANO), SOIA e LUPINI.
Produzione Italia.
Valori medi indicativi per fagioli cannellini secchi.
Ammollo: 12 ore in abbondante acqua fredda. Cottura: 50-60 minuti a fuoco dolce, aggiungendo il sale solo a fine cottura per mantenere la buccia tenera. Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce; dopo l’apertura, in un contenitore chiuso. I cannellini cotti si conservano in frigorifero nella loro acqua per 3-4 giorni e si congelano bene.
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