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Piccantezza alta 8/10 — raccomandato dall’Accademia Italiana del Peperoncino
Coltivato, essiccato e macinato dai monaci: un solo ingrediente, nessuna aggiunta

Un barattolo con dentro una cosa sola: peperoncini rossi macinati da agricoltura biologica. Nessun sale, nessun antiagglomerante, nessuna miscela con paprica o altre spezie per allungare il prodotto — e la differenza si vede nel colore, un rosso vivo e naturale, e si sente nel profumo, fruttato e intenso ancora prima che pizzichi. La piccantezza è alta, 8 su 10: una potenza seria, da dosare con rispetto, ma sempre accompagnata dal sapore del frutto e mai soltanto bruciore. Il peperoncino è coltivato, essiccato e confezionato direttamente dai monaci negli orti del monastero, nella Maremma Toscana, ed è raccomandato dall’Accademia Italiana del Peperoncino.
Quando il peperoncino arrivò in Europa dalle Americhe, alla fine del Quattrocento, trovò un continente in cui il pepe nero valeva quanto l’oro e viaggiava lungo rotte controllate da pochi mercanti. Il peperoncino invece cresceva ovunque, bastava un vaso o un angolo d’orto: nel giro di pochi decenni divenne la spezia che tutti potevano permettersi, e il Sud Italia lo adottò con un entusiasmo che non si è più spento. Lo chiamavano, non a caso, “la droga dei poveri”. Ma ebbe anche un ruolo pratico decisivo, perché in epoche senza frigoriferi la capsaicina aiutava a conservare più a lungo salumi e conserve, e il suo calore rendeva mangiabili cibi poveri e ripetitivi. Oggi che di spezie ne abbiamo in abbondanza, il peperoncino resta per una ragione diversa: perché il suo calore, se è accompagnato dal sapore del frutto come in questo caso, rende i piatti più vivi.
La capsaicina, la molecola responsabile della piccantezza, è studiata da tempo per i suoi effetti sul metabolismo e sulla circolazione, mentre il peperoncino in sé è una delle fonti vegetali più concentrate di vitamina C e di carotenoidi, i pigmenti che gli danno il colore rosso. Ha inoltre un vantaggio pratico in cucina: la sua intensità permette di ridurre il sale, perché un pizzico di piccante dà al piatto una percezione di sapore che altrimenti si cercherebbe nella salatura. Essendo molto piccante, va dosato poco alla volta, aggiungendolo in cottura e assaggiando: si può sempre aumentare, mai tornare indietro.
Il Monastero di Siloe è una comunità benedettina che coltiva i terreni intorno al monastero, in provincia di Grosseto, secondo i principi dell’agricoltura biologica. Tra le sue coltivazioni ci sono quattordici diverse varietà di peperoncino, alcune autoctone e altre provenienti da varie parti del mondo, recuperate e mantenute insieme a grani antichi, cece nero, zafferano e al vitigno Ciliegiolo.
Peperoncini rossi macinati da agricoltura biologica.
Piccantezza alta: 8/10. Raccomandato dall’Accademia Italiana del Peperoncino.
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce, con il barattolo ben chiuso: la luce degrada i carotenoidi e fa sbiadire il colore, l’umidità fa compattare la polvere. Evitate di tenerlo sopra i fornelli e di prelevarlo con un cucchiaino bagnato. Un peperoncino macinato conservato bene mantiene profumo e piccantezza a lungo; quando il colore vira verso il bruno, significa che ha perso parte dei suoi aromi.
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